Il mondo sta per scomparire, lo hanno detto i Maya: l'intero mondo finirà nell'anno 2012.
Non sappiamo quanto questo sia plausibile e neppure quanto siamo disposti a credere a questa previsione. Quanto temiamo, in ogni caso, una possibile fine? Certamente la nostra civiltà si sta consumando. Gli esseri umani non sono più tanto umani. Svaniscono i valori più importanti, si perpetrano le guerre, l'inquinamento s'insinua sempre più in profondità nei nostri polmoni e nelle nostre abitudini. La medicina salva e uccide, la scienza salva e uccide, il progresso salva ed uccide, mentre l'arte... salva e basta!
L'arte, la spiritualità, la cultura aprono le porte del cuore e della mente; forniscono nuovi esempi di vita, di relazione, spostano la prospettiva da cui siamo abituati a guardare il mondo: sono vie di libertà. Raccontando le gesta e i pensieri di esseri umani straordinari, che hanno lasciato il proprio segno, il cuore si apre alla speranza. Spesso questi erano uomini e donne che sapevano semplicemente prendersi cura della propria anima e guardare con cura a quella degli altri. Spesso questi uomini e queste donne cantavano.
Ecco l'idea: nel nostro concerto, sviluppato attorno a testi di alcuni degli esseri umani esemplari che ci hanno lasciato testimonianze straordinarie, si fanno cantare la pancia e la colonna vertebrale, il suono riverbera in tutto il corpo, non solo nelle orecchie dello spettatore.
