L'azione si svolge nella sala di un carcere dove vengono eseguite le sentenze capitali. I detenuti del penitenziario sono presenti come testimoni della prossima esecuzione. L'atto di morte viene preceduto da una serie di rituali, alla presenza di una guardia personale, nonché boia del detenuto, un Giudice penale ed un Santo Inquisitore. Il rituale prevede una serie di azioni volte alla purificazione, alla estrema unzione ed alla totale redenzione del morituro. Il Giudice ed il Santo Officiante sono presenti nell'aula ed assistono all'ingresso dei detenuti testimoni.
I boia scortano i presenti, quando tutti avranno preso posto nei loro scranni si chiuderanno le porte e si darà inizio all'estremo processo. Apocalisse è il libro delle rivelazioni, attraverso visioni, di un carcerato. È la vicenda di cui Johannes de la Rota è protagonista come angelo sterminatore in terra, come «L'Arcangelo che con spada di fuoco stermina coloro che han sterminato la terra» (AP. XI-18). Solo nella sua ultima ora, Johannes comprende il grande disegno dove è inserito il piccolo frammento della sua terribile vita e riesce a perdonare a se stesso gli efferati delitti commessi.
Il protagonista rinuncia, innanzi alla propria morte, alla visione apocalittica del mondo e della vita, alla fatalità del futuro, per rientrare nel presente, nel cuore della creazione, dove gli occhi di un agnello vedono scorrere fiumi di luce, perché non hanno più paura della lama, ché nessuno più sacrificherà l'altro, perché oltre l'Apocalisse ogni dicotomia si annulla, anche tra la vita e la morte.
