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Senza il suo tamburo non c’è gioia - Evento poetico musicale Sufi

Il daf si è strappato per la gioia di Dio, senza il suo tamburo non c’è gioia.
La festa degli amici, senza il suo respiro, è senza valore.

TORINO – 21/06/2026 – San Pietro in Vincoli, ore 20:30


Descrizione dell’evento

“Senza il suo tamburo non c’è gioia”

Questo verso, tratto dal Divane Shams di Rumi, dà il titolo a questo evento di divulgazione dove tre esperti del mondo dell’Iranismo analizzeranno il rapporto della poesia mistica persiana con la contemporaneità in modo dialogico e performativo.


Contesto storico

Il rapporto tra la musica, le pratiche musicali e la religione è da sempre orientato verso restrizioni o addirittura censure totali operate da parte della seconda. Questi divieti non riguardano solo l’Islam ortodosso: anche il Buddismo Hinayana, a differenza del Mahayana, considerava la musica un ostacolo alla pratica regolare, laddove però il re Ashoka (III sec. a.C.) praticava “offerte di strumenti musicali” e organizzava veri e propri eventi con musica e danze; d’altra parte il Sutra del Loto stesso nel X capitolo raccomanda “l’offerta della musica”.

Lo scenario pertanto è sempre stato dominato da divieti e “trasgressioni”.

È evidente che, nell’ambiente dei mistici, musica e danza siano i mezzi preferiti per la celebrazione di liturgie.

Il Sufismo è il cuore mistico dell’Islam. Erede dell’antichissima tradizione del misticismo asiatico, ha veicolato quel profondo e filosofico modo di interpretare il rapporto tra l’Uomo, Dio e l’universo fino a noi, generando — per dirla con Karl Kerényi — degli “archetipi di vita indistruttibili”.

La Persia (l’Iran odierno) è stata il centro di questo movimento spirituale che, soprattutto attraverso il sommo poeta Jalaluddin Rumi (Molana), è giunto fino alle porte d’Europa nel XIII secolo incontrando a sua volta i mistici cristiani.


Sufismo e contemporaneità

Ad un occhio allenato non sarà sfuggito che, in ogni ambito artistico, il Sufismo abbia ispirato centinaia di opere non necessariamente connesse alla tradizione mediorientale o islamica.

L’iconografia, la musica e i testi poetici sufi si sono adattati a quasi ogni genere di estetica in età moderna e contemporanea, come è accaduto anche agli archetipi tragici e mitologici della Grecia classica.

Il Sufismo distacca la sua aderenza alla religione organizzata per divenire un mondo estetico a sé, aperto ed accessibile, fino al livello di arte popolare.

Il focus di questo evento sarà analizzare, da diversi punti di vista, proprio il suo rapporto con la contemporaneità.


Protagonisti

Farian Sabahi

Farian Sabahi è professoressa associata di Storia contemporanea presso l’Università dell’Insubria. Giornalista professionista, collabora con Il Fatto Quotidiano, TuttoLibri, La Domenica del Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, il manifesto, RAI, Sky TG24 e Radio Popolare.

Tra le sue pubblicazioni più recenti:

  • Alla corte dello scià (2025)
  • Noi donne di Teheran (2022)
  • Storia dello Yemen (2021)
  • Storia dell’Iran 1890-2020 (2020)

Nel 2019 il Museo d’Arte Orientale di Torino ha ospitato la sua mostra fotografica Safar: vite appese a un filo.


Francesco Occhetto

Scrittore, docente, curatore editoriale e traduttore dal persiano, con particolare interesse per la poesia mistica e la letteratura persiana contemporanea.

Ha curato con Faezeh Mardani:

  • Poeti Iraniani dal 1921 ad oggi (Mondadori, 2024)
  • Dovrò prepararmi a fiorire (AnimaMundi Edizioni)

È inoltre ideatore e organizzatore del festival Profondo Umano di Alba.

Durante l’evento svolgerà anche il ruolo di moderatore e presentatore.


Thoni Sorano

Cantante, musicista e divulgatore nel campo della musica mediterranea e mediorientale, con particolare attenzione a Turchia e Iran.

Cultore di turcologia, canta in sette lingue ed è esperto dei repertori tasavvuf turchi legati a Yunus Emre.

Nel 2026 ha realizzato il progetto discografico e visuale “Rend”, dedicato alla figura dei Rend, archetipi poetico-filosofici della letteratura mistica persiana.

Presenterà il progetto durante l’evento.


Masih Karimi

Artista iraniano residente in Italia che coniuga arti visive e musicali.

È virtuoso del Tanbur, antico liuto di origine mesopotamica, e del Daf, tamburo a cornice tipico della musica sufi persiana.

Collabora al progetto “Rend” e in questa occasione debutterà anche come action painter.

Sua è la locandina dell’evento e la calligrafia presente nel documento.


Dove e quando

Evento in collaborazione con LABPERM

📍 San Pietro in Vincoli

21 giugno 2026 – ore 20:30


Programma

  • 20:30 – Saluto e presentazione dell’evento (Francesco Occhetto)
  • 20:45 – Dibattito e talk con ospiti, domande e risposte
  • 22:00 – Presentazione del progetto “Rend” (Thoni Sorano e Masih Karimi)
  • 22:15 – Performance di action painting (Masih Karimi)
  • 22:45 – Concerto del “Rend Collective”


Acquista il tuo biglietto su:
https://www.eventbrite.com/e/senza-il-suo-tamburo-non-ce-gioia-evento-tickets-1990968583629?aff=oddtdtcreator

Evento sufi 26

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