Marco Gobetti evoca, con il suo “Teatro di Riciclo”, le 130 repliche de “Il nome della rosa” (regia di Leo Muscato), lo spettacolo cui prese parte e che andò in scena in molti teatri d’Italia nella stagione 2017/18. Gobetti evoca un filo sottile ma dirompente, l’ineffabile prezioso: ciò che mai si sarebbe potuto pensare che potesse accadere in quei sei mesi. Ciò che – tra viaggi in treno, incontri inattesi, pasti rocamboleschi e palchi sempre nuovi – incredibilmente è avvenuto e, davvero, non si dovrebbe dire. Perché va ben oltre la storia nota, la verità comune.

La verità – insieme alla costruzione del falso che la mina – è uno dei temi portanti de “Il nome della rosa” di Umberto Eco: era inevitabile che, incarnandone la vicenda per 130 repliche, nascessero verità indicibili. Una, in particolare. Che porta pesantemente altrove attori e pubblico: che ci precipita in un contemporaneo sconosciuto, dove lo scibile presente contamina misteriosamente quello dell’antica abbazia. E viceversa. Una verità che mai si dovrebbe dire, appunto. Un sacrosanto, chiarissimo scandalo.

QUANDO

5 SETTEMBRE 2020 | ore 21.30

DOVE

Teatro San Pietro in Vincoli - Via San Pietro in Vincoli 28 Torino

BIGLIETTO

10,00 €